08-09-2020

L’auto del futuro: come guideremo nel 2030?

La rivoluzione nel settore automobilistico sta tardando un pò ad arrivare, tanto da far diventare famosa la frase (attribuita a Bill Gates, ma da lui successivamente smentita):

se la General Motors avesse fatto passi avanti tecnologici come l’industria dei computer, oggi staremmo guidando macchine che costano 25 dollari e percorrono 400 km con un litro di benzina.

Nel 2030 le auto di certo non voleranno, né saranno capaci di muoversi sott’acqua; saranno invece sempre più connesse e tecnologiche, anche se poche avranno la guida autonoma. Sarà molto più alta la quota di veicoli alimentata con energia da fonti rinnovabili. Tra dieci anni avremo auto più sicure ed affidabili, e più funzionali alle esigenze dei consumatori. Inoltre le Case automobilistiche saranno molto più attente al nostro stesso approccio e modo di intendere la Mobilità.

E l’automobilista? Cambierà anche lui e guarderà in modo differente all’auto: non più status symbol, ma strumento da condividere e da utilizzare anche come luogo di lavoro e intrattenimento.

VERSO LA MOBILITA’ GREEN
Al momento le emissioni di CO2 del comparto dei Trasporti rappresentano il 20% del totale dei gas serra; e anche a causa dei rallentamenti legati alla diffusione del Covid, solo il 2,5% dei veicoli circolanti è alimentato da energia elettrica.

Sia i consumatori che i governi stanno facendo pressioni sull’industria dell’auto per ridurre le emissioni. Non è un caso se la prima legge proposta dalla neopresidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sia stato un “patto climatico” con i cittadini europei per diminuire e poi azzerare le emissioni inquinanti. Una decisa svolta verso la green economy: obiettivo chiave per il 2030 è una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990), con la produzione di auto spinte solo da motori eco-friendly elettrici e ibridi.

L’impegno profuso per un cambiamento è enorme, sia da parte delle autorità governative, che da parte delle Case automobilistiche: già oggi, dando uno sguardo ai listini, vediamo che gran parte dei nuovi modelli sono alimentati da fonti alternative rispetto ai combustibili fossili.

Secondo un recente studio di Goldman Sachs, una decisa accelerata verso la trasformazione del comparto auto si vedrà a partire dal 2025; e nel 2030 più del 25% delle auto in circolazione avrà motori elettrici.

SEMPRE CONNESSI: AUTO PIU’ EFFICIENTI E GUIDA PIU’ SICURA
Dal punto di vista informatico, la Connected Car (l’auto connessa) è una tecnologia nel campo dell’«Internet delle cose». In effetti, già da marzo 2018, con l’introduzione della e-call obbligatoria (chiamata d’emergenza), già oggi ogni nuova auto costruita nell’area UE è un’auto connessa.

Con l’aggettivo “Connected” si intende la capacità del sistema nell’auto di connettersi internamente ed esternamente. «Internamente» significa nell’ambito dei diversi sistemi del veicolo (sensori, freni, navigatore, indicatori di direzione, ecc.) ed «esternamente» significa essere connessi tramite internet sia al sistema telematico locale, sia pure agli altri veicoli.

Un’auto connessa offre al conducente molti vantaggi. Tramite smartphone avremo immediatamente accesso a informazioni rilevanti sullo stato del veicolo e, a seconda dello spettro di funzionalità della app, potremo osservare e migliorare il nostro comportamento di guida. Al tempo stesso questa tecnologia nasconde grande potenziale per diversi servizi, che contribuiscono a incrementare la sicurezza nella circolazione stradale.

Il protocollo tecnologico consentirà ai veicoli di mettersi in comunicazione tra di loro, scambiandosi informazioni sullo stato delle strade, su eventuali pericoli od ostacoli e sulle condizioni del traffico. Ci lavorano già in molti, da Bosch-Veniam a Volkswagen, la quale ha deciso di montare questo sistema di allerta e monitoraggio già sull’ottava generazione dell’inossidabile Golf. Così, se su una stradina intercomunale si è aperta una buca che ha già mandato al creatore qualche pneumatico e un po’ di cerchioni sarà la macchina ad avvisarvi e trovare un itinerario alternativo.

Volvo, per esempio, punta a ridurre a un secco zero il numero di morti e feriti tra i suoi clienti grazie agli sviluppi dei sistemi Adas (acronimo di Advanced driver assistance system), in pratica una schiera di sensori, telecamere e diavolerie elettroniche assortite che veglieranno sugli automobilisti.

CONVENIENZA E MOBILITA’ CONDIVISA
Altra sfida chiave per i produttori è quella della convenienza, sia per l’acquisto, che per la gestione.

Innanzitutto l’auto del futuro dovrà avere costi accessibili. Il mercato dell’auto sarà infatti pressoché stabile nelle nazioni sviluppate, ma vedrà una vertiginosa espansione nei Paesi emergenti, dove nel 2025 sarà venduto il 70% delle auto nuove prodotte a livello globale.

Lo stesso report di Goldman Sachs sopra citato, considera inoltre che i problemi di viabilità cresceranno esponenzialmente a causa dell’espansione delle città, con il 70% della popolazione mondiale che vivrà in aree urbane: anche l’auto e la mobilità andranno quindi ripensate. E mentre le auto restano inutilizzate per il 95% del tempo, aumentano anche i costi di proprietà.

Con l’espansione della sharing economy, i pendolari tenderanno a usare i servizi di mobilità condivisa e l’auto diventerà, nella maggiore parte dei casi, un servizio e non più un bene.

PERSONALIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA DI GUIDA E GUIDA AUTONOMA
Nei prossimi anni l’industria dell’auto evolverà fortemente, spinta anche dalla competizione delle nuove tech companies. Ci si attende che differenti settori industriali collaboreranno con il settore automotive per intensificare, grazie a nuove tecnologie (come realtà aumentata e realtà virtuale), l’esperienza di guida.

L’industria automotive, per attrarre e impressionare la clientela, dovrà anche essere sempre più innovativa e creativa nel proporre modelli di auto che siano una fusione di arte e tecnologia. Grazie alla tecnologia di comprensione del contesto, che riceverà informazioni personalizzate sugli utenti, sulla base di segnali biologici ed emotivi, gli automobilisti potranno quindi avere un’esperienza di mobilità iperindividuale con servizi in-car personalizzati e adattati al loro stato emotivo in tempo reale.

Così l’auto diventerà non più solo un mezzo per andare da A a B, ma anche un luogo di evasione, e gli interni saranno quindi a misura di utente.

Le auto più avanzate avranno sedili girevoli per poter creare uno spazio di lavoro all’interno dell’auto, schermi HUD più avanzati di quelli oggi disponibili, sistemi biometrici al posto di chiavi e serrature, comandi attivati da gesti e controllo vocale, e un centro multimediale che diventerà il cuore pulsante del sistema di infotainment dell’auto (e che sarà connesso anche a sensori e apparati della smart home), mentre la guida diventerà di totale competenza del computer di bordo.

IN CONCLUSIONE, COME GUIDEREMO?
In pratica si salirà a bordo, si comunicherà all’auto dove si vuole andare, e la vettura comunicherà con le strade, le altre auto e le infrastrutture non solo per calcolare il percorso migliore per il passeggero ma anche per gli eventuali altri pendolari da “raccogliere” durante il tragitto. Una volta portati a destinazione i passeggeri, l’auto si ritirerà automaticamente alla più vicina stazione di ricarica in attesa di essere richiamata per riportare a casa (o nelle strutture di intrattenimento post-lavoro) i passeggeri. Oppure, se abilitata, continuerà il suo viaggio per supportare le flotte autonome dei servizi di trasporto o di consegna.

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